Bocciati sul campo: Alto Tradimento

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Tradimento! Alto tradimento! Alto tradimento! Alto tradimento!

Iannone, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale/ in cui beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi?/ Or se’ tu il fuggitivo, che ti nascondi nei vicoli bui/ mentre il vil Dovizioso con robusto randello ti cerca per lavare l’onta./ Nè più mai felicità, nè più mai contratti con nobili scuderie,/ ma una aulica et prestigiosa carriera da zappator di patate nel tuo futuro./ All’apparir del compagno imbufalito tu, misero, cadesti/ e con tutto il corpo il freddo asfalto e la nuda terra misurasti da vicino.

Mentre i tori lottano l’erba rimane schiacciata. Il nostro campionato “Ehi, ma Iannone?” Ssst, dopo! Dicevo, il nostro campionato è alquanto avaro di motivazioni. Se le prime della classe scappano via, tra le ultime l’agonismo difetta un cicinin. Hanno tutte allegramente perso, e non di poco. Palermo, Frosinone, Carpi, Verona… Tutte quelle che dovrebbero lottare per rimanere a galla si sono ritrovate giocatori imbottiti da chili di colomba al pistacchio con glassa al cioccolato. A proposito, la battuta che per Pasqua il Livorno ha preso Colomba l’hanno già fatta? No?

La struttura dell’arbitro non è fatta per essere abbracciata, ma Higuain non lo sa e lo spintona malamente lo stesso. La vita dell’arbitro la domenica è dura: ti alzi, fai colazione, prendi la macchina, vai in un posto “Oh, ma Iannone? Non puoi cominciare in un modo e poi…” Silenzio! Dunque, un posto dove qualunque cosa fai verrai odiato da tutto lo stadio (perché finisce sempre così)… Ma le regole le devi far rispettare.

E se uno, dopo che l’hai espulso, sbrocca in modi che nemmeno Sgarbi saprebbe immaginare (“Cabron! Cabron! Cabron!”) lo devi buttare fuori per quattro giornate. Giustamente. Tranne, ovviamente, se ti viene a urlare in faccia da due centimetri e rischia di darti una testata. In quel caso è un simpatico mattacchione che ha voglia di scherzare (e anche qua si scherza…). Poveri arbitri. Ma non possono avere, che so, un bodyguard?

“Sì, le Ferrari sono due? E io sono Carla Fracci che balla Skrillex” Eppure… L’incredibile rottura del motore della Ferrari di Vettel ha portato a una scoperta epocale: un mondo parallelo “Ok, ci stiamo avvicinando, il rosso c’è, il motore anche…” E allora, la finiamo?? Scusate, un mondo in cui le Ferrari sono addirittura due, e quella rimanente arriva addirittura seconda. Pazzesco. Io non ci avrei mai creduto se non lo avessi visto. Giuro. L’altro sembrava perfino bravo.

Prendete nota: in gergo si chiama backstab. Cadere già è brutto. Cadere per colpa di un altro è peggio. Cadere per colpa del proprio compagno di squadra all’ultima curva è l’inferno. “E finalmente! Ti costava tanto metterla per prima?” Ancora? La prossima volta fai che scriverlo tu il pezzo, no? Così non devo nemmeno prendermi la briga di firmarlo, puoi scriverci direttamente sotto Andrea DovMMPFGH!!

Chiedo scusa, Stefano ha avuto un contrattempo, quindi facciamo che finisco io. Dove eravamo? Ah, sì! Perché ti rialzi, ti giri con una furia che neanche Jake (l’avete capita? La furia… :D) ma poi vedi che quello che ti ha steso ha una moto uguale alla tua. E a favore di telecamera non puoi brutalmente malmenarlo, devi fare tipo “e vabbè, peccato, ci può stare, mannaggia” e cose così. Ma c’è sempre un lato positivo: hai più tempo per meditare la vendetta. Iannone, condoglianze. Ricordati che abbiamo il box vicino per altre diciotto gare. E che so dove abiti.

a cura di Stefano Francescato

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