Dopo aver girato l’Italia e l’Europa al fianco di Niccolò Fabi per due anni, Alberto Bianco in arte Bianco riprende in mano le redini della sua band e parte in tour per promuovere il suo quarto album, chiamato sinteticamente “Quattro”.

Dopo aver parlato con noi di quest’ultimo lavoro, la sua carovana ha fatto tappa alla Salumeria della Musica di Milano mercoledì 28 febbraio, a riscaldare la fredda serata invernale.

Ad aprire la serata c’è Margherito, cantautore siciliano trapiantato in Lombardia, supportato da i Distratti, che hanno anche organizzato questa tappa del tour. Il giovane si esibisce con due suoi amici musicisti sulle note di “Elettronichina”, il suo primo lavoro, da lui descritto come un disco che racconta il quotidiano tra suoni sintetizzati, chitarre acustiche, fiori e dinosauri colorati. Un inizio simpatico e piuttosto intrattenente.

Verso le 22:30 salgono sul palco Matteo, Filippo, Damir e la nuova aggiunta Andrea, i fidi compagni di Alberto da ormai qualche tour a questa parte, tutti vestiti di bianco (giustamente), con pantaloni beige. Da apprezzare la presenza, per la prima volta, di una scenografia: oltre agli abiti di scena abbinati, sul fondale brilla infatti un “4” di paillettes. Una riproduzione perfetta di quello che compare anche sul retro della giacca di Bianco stesso, che sale sul palco più sicuro che mai e inizia a suonare con i suoi amici 30 40 50, opening track dell’album.

La scaletta è più che lineare e segue pedissequamente la tracklist del disco fino a “Ultimo Chilometro”, interrotta solamente da “Aeroplano”, brano estratto da “Guardare per Aria”, suo penultimo lavoro, cantato all’unisono da tutto il pubblico presente in sala. Tante le canzoni estratte da quel progetto: si continua infatti con “Volume”, “Filo d’erba” e “Drago”, tutte particolarmente apprezzate dai fan sotto palco.

Tuffo nel passato breve, ma intenso con “Raccontami” (il momento su cui battere le mani per eccellenza) e “Mela”, il singolo di debutto che ha dato il via a tutto il suo lungo e luminoso percorso musicale.
Se “Guardare per Aria” era l’album della crescita, “Quattro” è l’album della conferma. Bianco ha scoperto che la chitarra non è l’unico modo che ha per intrattenere ed incantare il suo pubblico e sale sul palco con una grinta e, soprattutto, una sicurezza, in più.

Questi anni durante i quali ha calcato palchi importanti sia a livello nazionale che internazionale sono stati per lui non solo un’irripetibile opportunità, ma anche una scuola che l’ha fatto crescere come performer. Balla, si scatena, usa le braccia e il corpo, in alcune canzoni abbandona addirittura la chitarra e si esibisce saltando da un lato all’altro del palco.
Unico neo di questa serata frizzante è appunto la sopracitata scaletta: troppo lineare e incentrata sugli ultimi due lavori, dimenticando quasi completamente l’album di debutto e completamente l’album preferito da molti, Storia del futuro. Non si può certo dire però che abbia compromesso la riuscita della serata, anzi è probabilmente stato il suo miglior concerto meneghino.

A cura di Fabio Scotta

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