Bianco @ CAP10100 (Torino): live report

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Venerdì 14 ottobre, al CAP10100 di Torino, Bianco è finalmente giunto all’arrivo di questo percorso che l’ha portato in giro per l’Italia per quasi due anni. Quando il 3 febbraio 2015 pubblicò per INRI il suo terzo album in studio “Guardare Per Aria”, penso non avesse minimamente idea di tutto ciò che sarebbe successo dopo.

Sono stati, infatti, due anni ricchi di soddisfazioni: un raffinato album apprezzato da pubblico e critica, un tour inarrestabile davanti a un’audience sempre più presente, un secondo tour contemporaneo al primo come band di Niccolò Fabi, la ripubblicazione dell’album in vinile e un interessantissimo format creato in collaborazione con il CAP che ha rinfrescato i martedì sera torinesi per tutta l’estate – “Cantautori in Canottiera”.

Ma torniamo alla serata di venerdì, proprio al CAP, anche se più che un concerto è stato proprio una grande festa finale. Poco dopo le 22 salgono sul palco i Giulia’s Mother, duo torinese incaricato di scaldare il pubblico prima del main act, che propone un set di circa mezz’oretta creando un’atmosfera quasi onirica tra brani tratti dal loro album di debutto “Truth” e pezzi mai suonati prima. Se apprezzate Marco Guazzone & Stag, sicuramente amerete anche loro.

Poco prima delle 23, Alberto Bianco sale sul palco accompagnato da Matteo Giai, Filippo Cornaglia e Damir Nefat, suoi fidati compagni rodati da decine di tappe ormai, tutti elegantissimi e pronti a emozionare il pubblico del “Fumo L’ultima Tour” per l’ultima volta. Il concerto parte con una cover di Ron, “Una città per cantare”, efficacemente fusa con “Splendidi”, brano di apertura dell’album di debutto del cantautore torinese (“Nostalgina”, 2011). La scaletta procede mescolando tutte – ma proprio tutte, per fortuna – le canzoni dall’ultimo album con alcune delle preferite dai fans estratte dai lavori precedenti: “JPG”, “Mi piace come ridi tu”, “La notte porta conigli”, “Raccontami”, “La strada tra la terra e il sole” e l’immancabile “Mela”, senza dimenticarsi di “Rosso che manca di sera”, cover di Ilaria Graziano e Francesco Forni, aggiunta speciale del vinile dell’album. Ho piacevolmente notato che, nonostante una gran parte del pubblico conoscesse solo l’ultima fatica di Bianco, abbia ascoltato con molto piacere questi pezzi, vere e proprie perle della sua discografia.

Gli ultimi 20 minuti diventano un’esplosione di gioia con l’arrivo sul palco di Daniele Celona, dotatissimo cantautore della scena torinese, e Matteo De Simone dei Nadàr Solo, che si esibiscono con Alberto sulle note di “Almeno a Natale”; i due musicisti non scendono dal palco alla fine del loro pezzo, ma vengono a loro volta raggiunti da Levante e tutti insieme cantano “Corri Corri”, primo singolo estratto dall’ultimo album, sicuramente il momento più catchy e divertente della serata. Bianco sparisce dal palco per tornare con Niccolò Fabi, suo idolo musicale che ora ha la fortuna di poter chiamare anche amico, col quale canta “Aeroplano”, il pezzo che proponeva durante il “Una Somma di Piccole Cose tour”, per poi chiudere con la spumeggiante “Le Stelle di Giorno”.

In conclusione questa serata è stata davvero indimenticabile: Bianco, che già di solito non è un grande oratore, ha parlato pochissimo e quando lo faceva il pubblico gli faceva perdere le parole scatenandosi in applausi e urla entusiaste. Nonostante ciò ha saputo creare una scaletta completa, che potesse soddisfare i gusti di tutti, dai fans più affezionati a quelli appena arrivati, finendo al meglio un periodo sicuramente tra i più felici della sua breve ma intensa carriera. Consiglio infine di andare ad ascoltare i cantautori che più amate nelle città dove sono nati e cresciuti artisticamente, dove si sono affermati agli albori del loro percorso, perché l’atmosfera e le emozioni sono moltiplicate e le sensazioni che vi lasciano a fine concerto sono impagabili.

A cura di Fabio Scotta

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