Berlinale 2017- Andiamo a Berlino Beppe

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Inizia oggi, per concludersi il 19 febbraio, la Berlinale 2017. L’anno scorso la giuria presieduta da Meryl Streep aveva premiato l’italiano, ora candidato agli Oscar fra i documentari, Fuocoammare. Quella di Paul Verhoeven, invece, non avrà a che fare con nessun titolo del nostro Paese. Di Verhoeven (Basic Instinct, Total Recall) torneremo a sentir parlare sotto Oscar per via della candidatura di Isabelle Huppert come miglior attrice protagonista per il suo Elle (in Italia dal 23 marzo).

Se in concorso non ci saranno registi italiani, è già stato annunciato l’Orso alla Carriera della costumista Milena Canonero a cui verrà anche dedicata una retrospettiva durante il festival. Per intenderci, la Canonero è quella del viola melanzana di Grand Budapest Hotel, delle divise dei Drughi di Arancia Meccanica e della Maria Antonietta di Kirsten Dunst. È anche quella che con una sola camicia di flanella ha reso Jack Nicholson spaventosissimo in Shining.

Dopo la presenza e il buon riscontro avuto al Sundance, Luca Guadagnino sarà anche a Berlino con Call Me by Your Name. Il regista palermitano adatta per il cinema il romanzo di André Aciman, Chiamami col tuo nome. Una sceneggiatura co-firmata con James Ivory che racconta dell’amore fra Elio, diciassette anni e musicista, e Oliver, che di anni ne ha ventiquattro ed è statunitense. Da sfondo la riviera ligure degli anni ’80.

Italian pride a parte, i film di cui si dovrebbe parlare sono quelli che seguono.

T2, il ritorno di Boyle e Trainspotting è probabilmente tra gli appuntamenti più attesi della Berlinale. In Italia uscirà il 23 febbraio, dopo un’attesa (anche se non sapevamo di stare aspettando qualcosa, coi sequel si dice così) di 21 anni. Tornano Ewan Mcgregor, la Scozia, i cessi sporchi e le cose che cadono all’indietro. Dal trailer sappiamo che Born Slippy (Nuxx), la canzone più famosa della pellicola del 1996, ci sarà, insieme a brani di Blondie, The Prodigy, Queen, Frankie Goes to Hollywood, The Clash.

Fuori concorso un altro film che non ti aspetteresti di vedere a Berlino: Logan di James Mangold. Sarà il terzo spin-off dell’universo X-Men a seguire le vicende di Wolverine (sì, dovete sempre dirlo come lo dice lei) alias il nostro beneamato Hugh Jackman.

Per tornare più nel tracciato classico della Berlinale, ecco gli ultimi titoli da tenere d’occhio, alcuni in concorso, altri no. The Other side of Hope del finlandese Aki Kaurismäki mette in scena l’incontro tra un commesso viaggiatore e un rifugiato siriano arrivato a Helsinki in cerca d’asilo ed è il favorito per la conquista dell’Orso d’Oro; The Lost City of Z di James Gray, che con un cast composto da nomi alla Sienna Miller, Robert Pattinson e Charlie Hunnam racconta la storia dell’esploratore Percy Fawcett, cui ci si ispirò per creare Indiana Jones; The Dinner di Oren Moverman un thriller che vede impegnati sotto la direzione del regista israeliano Richard Gere e Chloë Sevigny.

E anche se non siamo per le quote rosa, concludiamo arbitrariamente, ma non troppo, con The Party della regista Sally Potter. Una commedia che a seguire la sinossi che sta circolando in questi giorni («Inizia con una celebrazione e finisce con del sangue sul pavimento») ha più della tragedia. Sicuramente, ha un cast notevole: Emily Mortimer, Cherry Jones, Bruno Ganz e Cillian Murphy.

Variety ha fatto uscire in questi giorni questa prima clip:

A cura di Francesca Bonfanti

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