BCM2014: CLAUDIO CECCHETTO, IL TALENTO E’ UN DONO, IL SUCCESSO UN MESTIERE

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A cura di Noemi Sudati

«Ho conosciuto molti ragazzi che volevano diventare delle star. Il successo degli artisti che ho prodotto mi ha regalato la nomea di Re Mida, sembrava che quel risultato dipendesse esclusivamente da me. Sicuramente qualcuno avrà pensato: “Se invece di conoscere Gerry Scotti, Lorenzo, Fiorello, Max Pezzali o Fabio Volo avesse incontrato me, ora sarei al loro posto”. Non è così”

Così Claudio Cecchetto afferma nel suo libro dove ha voluto raccontare la sua vita in una particolarissima autobiografia. In diretta. Il gioca jouer della mia vita è il titolo e, proprio come la canzone (di cui lui è lo scrittore), è organizzata per “mosse” in cui racconta episodi della sua vita.
Nell’incontro, che si è tenuto all’auditorium di via S.Vittore 21, a presentare il suo libro c’era anche parte della sua famiglia – come lui la ama definire. C’erano infatti anche l’amico di una vita Luca De Gennaro, disc jockey e critico musicale, Max Pezzali e Jovanotti in collegamento da New York.

Più che assistere alla presentazione di un nuovo libro, sembrava di ricordare i bei momenti vissuti assieme, come si fa quando ci si ritrova in certe serate spettacolari seduti attorno ad un tavolo con davanti  un bicchiere. Ha raccontato delle sue vicende in radio e di come siano nate Radio Capital e Radio Deejay, dell’incendio alla seconda e della veloce rimessa in piedi contando solo sui talenti che la facevano vivere. Di come abbia dovuto abbandonarla come ultima radio libera in Italia, ma anche di come per sempre lui se ne sentirà il padre. Jovanotti e Max Pezzali hanno raccontato della prima volta in cui hanno incontrato Cecchetto e lui li ha messi seduti su una panca in radio: questa era la prima grande prova. Solo chi mostrava intelligenza rimaneva seduto sulla panca, osservando le dinamiche della radio per capire chi davvero contava. Hanno raccontato come vedono Claudio: “un grande rompiscatole, e quale grande non lo è?” così Lorenzo lo ha definito, oltre che maestro e guida. “Per me lui sa guardare sempre avanti, tutti sono capaci di vedere che cosa fa tendenza ora, lui è stato in grado, e lo è ancora, di vedere che cosa avrebbe fatto tendenza poi. Non so come faccia ma è bravissimo”, ha detto di lui Max.

Di lui colpisce sicuramente come, nonostante tutto quello che ha costruito e che continua a mantenere vivo, rimanga sempre con i piedi per terra e sia pronto sempre a infilarsi in una nuova sfida, senza mettersi sopra un piedistallo. “A me piace essere il numero uno, ma ancora di più essere il numero due perché il numero uno deve continuare a guardarsi dietro, il numero due invece ha un obiettivo fisso avanti”. Non per niente dalla sua “scuola” sono passati nomi come Fiorello, Marco Baldin, Jerry Scotti, Amadeus, Daniele Bossari, Fabio Volo, Leonardo Pieraccioni, DJ Francesco e molti altri.

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