Album del mese: Baustelle – L’amore e la violenza

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Categoria farmacoterapeutica: i Baustelle, gruppo musicale pop rock italiano, formatosi nel 1996 a Montepulciano, in Toscana, composto da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

Principio attivo: metamodernismo 10 mg, sensibilità 10 mg, cinismo 5 mg, romanticismo naif 5 mg, sincerità 2,5 mg, ironia 2,5 mg

Eccipienti: suoni sintetici da “La moda del Lento”, nostalgia per gli anni ’70, ritornelli alla Battiato, amore decadente alla De Gregori, pop elettronico leggero alla ABBA.

Composizione quantitativa: dieci tracce, più due brevi intermezzi strumentali.

Composizione qualitativa: L’amore e la violenza riesce a raccontare attraverso citazionismi e un linguaggio a metà tra il colto e il sarcastico (ma spesso le due cose coincidono), la realtà nel quale si è immersi. Suoni oscenamente pop, come dichiarato dagli stessi creatori, testi didascalici che non lasciano spazio alle futilità (“ti ha lasciato un figlio, Foster Wallace, tre maglioni”, da “Basso e batteria”) e la continua voglia di perfezionarsi, rendono quest’album la sintesi estrema delle cifre stilistiche adottate dai Baustelle nel corso della loro carriera. Dagli accenni sinfonici di Fantasma (nell’intro Love) alle ricerche testuali che hanno reso grande Amen. Non manca per nulla, neanche in questo album, la capacità di Bianconi di evocare immagini poetiche che si fondono perfettamente alle melodie.

Indicazioni: usato nel trattamento di sintomatologie affini all’irrecuperabile sentimento nostalgico per il mondo e la vita; al tentativo di emulazione di modelli sociali alternativi, quali l’hipsterismo; all’ossessiva sindrome di fuga dal mainstream ed esaltazione dell’indie. Nel caso di un errato abuso di questo album, si rischia di chiudersi in una trappola mentale clinicamente chiamata “sindrome alla Wes Anderson”, ovvero di finire in un mondo parallelo stravagante quanto malinconico, di cui è impossibile non innamorarsi, ma con il pericolo di volerci rimanere per sempre.

Controindicazioni: Riacutizzarsi sintomatico della necessità di canticchiare il ritornello di Betty.

Effetti indesiderati: un’assunzione prolungata di Amanda Lear può creare assuefazione e dipendenza.

Posologia: si consiglia un’assunzione quotidiana dopo il primo pasto della giornata e nel mentre ci si dirige ad affrontare la propria quotidianità, in modo da assimilare somaticamente una visione della vita agrodolce.

A cura di Giuseppe Giovine e Stefania Fausto

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