Bastille @ Mediolanum Forum (Milano)

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Hanno fatto breccia nei cuori di tutti nel 2013 col loro album di debutto Bad Blood e ora i Bastille sono tornati a riempire i palazzetti con le note di Wild World, il loro secondo lavoro in studio pubblicato lo scorso settembre per la Virgin Records.

A scaldare l’atmosfera del Mediolanum Forum di Assago, la band britannica ha chiamato ben due opening acts: verso le 19.30 salgono sul palco i Frenship, complesso californiano elettropop, e propongono un set di mezz’ora piuttosto intrattenente e orecchiabile; poco dopo la fine della loro esibizione, Rationale, cantautore inglese con origini dello Zimbabwe, si presenta sullo stage con la sua band al seguito, proponendo anche lui un’interessante serie di canzoni che saranno contenute nel suo album di debutto. Forse quest’ultimo ha convinto però un po’ meno il pubblico italiano, che era visibilmente più preso dalla band americana.

Puntualissimi, poco dopo le 21.15, salgono sul palco i Bastille, capitanati da Dan Smith e accompagnati, in questo tour, da un trio di musicisti a fiato, sulle note di SendThemOff!, secondo singolo estratto dal loro nuovo album. La musica sfuma velocemente e lascia spazio a Laura Palmer, successo estratto dall’album di debutto. Al terzo brano, Warmth – dal quale ritornello viene il titolo dell’album –, i fans cercano di mettere in atto una fan action (alzare tanti fogli per comporre la scritta “hold me in this wild world”), ma pagano il prezzo della disorganizzazione e abbandonano il progetto al secondo ritornello.

Per esibirsi conFlaws, altro estratto dalla loro opera prima, Dan scende nel parterre e inizia a percorrerlo in lungo e in largo, facendosi un bagno di folla e facendo letteralmente impazzire il pubblico, per finire l’esibizione arrampicato sulla tribuna, dove canta l’ultimo ritornello. Velocissimo, torna sul palco per suonare la tastiera sulla toccantissima Oblivion, durante la quale l’audience del Forum crea una atmosfera magica accendendo le torce dei loro cellulari.

Un altro punto a favore di questo tour è sicuramente l’aspetto visivo: ogni canzone ha una serie di immagini, video o grafiche ad essa legate che vengono trasmesse sull’enorme schermo posto sul palco, il tutto ovviamente coordinato con le luci di scena e gli schermi fissi del Forum (sui quali si può vedere l’esibizione della band come se fosse parte di un notiziario, dal concept dell’ultimo album).

La band non ha un momento di pausa e il leader non si stanca mai di correre saltando da una parte all’altra del palco: ThingsWe Lost In The Fire, The Draw, The Anchor, Bad Blood,Blame e tutti gli altri brani presentati nella serata sono presentati come pezzi a sé, ma estremamente legati e ben amalgamati l’un l’altro. Dan Smith torna nel parterre per correre al piccolo palco allestito verso il fondo del palazzetto ed esibirsi sulle note di Of The Night, la loro cover del celeberrimo brano dei Corona. Si precipita poi di nuovo sul palco principale per chiudere la festa con GoodGrief, lead single di Wild World.

Anche l’encore finale riserva sorprese: Dan e Will (il bassista) sorprendono il pubblico comparendo sulle tribune più alte ed esibendosi con TwoEvils, il pezzo più slow e introspettivo del loro ultimo album. Chiudono infine davvero il loro bellissimo ritorno in Italia con Icarus e la hit Pompeii, durante la quale invitano anche Rationale e la sua band sul palco, prima in una versione solo tastiera, poi nella versione originale che tutti conosciamo e abbiamo cantato innumerevoli volte.

La band ha saputo rinnovarsi proponendo un set fedele alle loro origini, ma arricchendolo con tutta l’energia che hanno accumulato in questi anni di stop (durante i quali hanno comunque calcato palchi europei, proponendo e sperimentando i nuovi pezzi di volta in volta) e sfruttando al massimo tutta la potenzialità spaziale e logistica del Forum di Assago, facendo sentire ogni settore vicinissimo al palco almeno per un paio di canzoni e invitandolo così a vivere il concerto in prima persona, non solo come spettatore. Una band da vedere, se si ha l’opportunità, magari nelle due nuove date italiane estive appena annunciate.

A cura di Fabio Scotta

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