TRANSMISSION: BABYSHAMBLES, ATTO III – IL RITORNO

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a cura di Francesco Recchia

UN PERIODO MOLTO DIFFICILE
I Babyshambles sono una delle band più conosciute nel panorama underground britannico grazie alla figura tipicamente ‘’sesso, droga e rock’n’roll’’ del frontman Pete Doherty, noto soprattutto per le sua forte dipendenza dalle droghe e per la sua relazione ‘’fatale’’ con la modella Kate Moss. Una di quelle relazioni che durano soltanto per il perseguimento di uno scopo comune, nonché l’uso sfrenato di sostanze stupefacenti. 12Raccontata così potrebbe somigliare ad un’altra coppia Rock’n’Roll. Sto parlando infatti dell’ex Sex Pistols, Sid Vicious e Nancy Spungen. Ma se per Sid e Nancy il fato aveva riservato loro un pessimo finale con la morte per overdose di eroina del primo successiva ad un presunto omicidio, per mano dello stesso, della propria fidanzata. Nel caso di Pete e Kate invece la storia ha improvvisamente invertito la rotta ponendo fine alla relazione ma non purtroppo all’uso di cocaina da parte del ‘’poeta maledetto’’ . Questo è un elemento costante all’interno della produzione discografica del gruppo. In particolare nell’ultimo lavoro è evidenziato da una diversa prospettiva, una prospettiva nuova in quanto si sono aggiunti ulteriori fattori come il bassista Drew McConnell a rischio paralisi dopo un brutto incidente, il chitarrista Mik Whitnall perso nei meandri della droga e lo stesso Doherty trasferitosi in Francia dopo la perdita dell’amica Amy Winehouse.

IL DISCO – UN POSSIBILE NUOVO INIZIO?
Se in un primo momento si pensava che la storia degli Shambles fosse sull’orlo del baratro, con ‘’Sequel to the Prequel’’ si assiste magicamente ad una rinascita sia stilistica sia psicologica Ed è soprattutto lo stile il perno centrale del prodotto: un incipit in classico stile Babyshambles cioè un alternarsi di punk e indie-rock con Fireman e Nothing comes to Nothing . Ma il sound comincia a virare verso una tranquillità coinvolgente con New Pair e soprattutto con Farmer’s Daughter, che riesce ad unire le musiche dal gusto un po’ anni sessanta a quelle tipicamente loro. Stesso concetto viene ripreso in ‘’Fall from Grace’’ e ‘’Maybelline. Proseguendo incontriamo in primis la canzone omonima, ultima vera spinta punk , per poi imbatterci nella White Reggae quasi in stile Clash Dr. No, il cui tema è la consapevolezza della pericolosità delle droghe , la giocosità in Penguins ed infine Picture of me in an Hospital , in cui si cerca di andar via dai problemi e dalla droga. Come finale sono state scelte Seven Shades of Nothing uno degli apici del disco, in cui si cerca di evitare la morte e l’intrigante Minefield .

CONCLUSIONI

Pete Doherty
Pete Doherty

Se ad un primo ascolto potrebbe sembrare che non ci sia niente di nuovo, in realtà, se confrontato con i lavori precedenti, abbiamo un Pete Doherty ‘’rinato’’. La sensazione è quella di un possibile rinnegamento da parte dello stesso del passato. Ciò è dimostrato nelle melodie e soprattutto nelle liriche. E come se si fosse fermato per un minuto a riflettere sui propri problemi con una massiccia dose di The Smiths o Cure; come se si fosse effettivamente stancato di essere considerato un poeta maledetto. Non si sa quale sarà il destino di Doherty, non si sa quali effetti avrà questo possibile cambiamento del suo stile di vita sulla produzione discografica, non si sa come la gente lo vedrà d’ora in poi. L’unica cosa certa è che questo album, prova di un possibile cambiamento interiore della vita del frontman, ha raggiunto risultati soddisfacenti, sia in Inghilterra sia in Europa….. Chissà quali sorprese ci riserverà in futuro .

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