Baby Driver è l’ultima pellicola di Edgar Wright uscita nelle sale italiane il 7 Settembre 2017. Il regista – noto per aver diretto L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e Scott Pilgrim vs. the World – torna al cinema con un progetto diverso dal solito che mantiene però ben riconoscibili alcuni tratti del suo stile.

Il protagonista Baby è un giovane ragazzo esperto in guida spericolata che ha trascorso l’adolescenza a rubare auto e che purtroppo si è ritrovato a derubare la persona sbagliata. Ora è costretto a lavorare per Doc, un borghese criminale che lo utilizza come driver per i colpi in banca che lui stesso organizza con bande criminali. Baby in questo modo sarà forse in grado di saldare il conto con il suo aguzzino e di cambiare finalmente vita per occuparsi del padre adottivo invalido e della sua amata.

Baby Driver non è solo un action movie, è molto di più. È la rivisitazione del genere unito alle love story del cinema anni ’50 e alla comicità dei film per tutti.
Come ci spiega il regista in una intervista, egli ha voluto creare un film che potesse piacere agli studios e al grande pubblico, ma anche che nascondesse in sè molti aspetti di nicchia che egli ha voluto inserire per mostrare il suo grande talento.

Ma di cosa si tratta esattamente? La prima grande innovazione di questo film è che tutte le scene sono state scritte in base alla musica da utilizzare. Edgar Wright ha ideato ogni singola scena in base alla canzone che l’avrebbe rappresentata, il tutto è stato perfettamente coreografato tanto che gli attori sul set hanno recitato con auricolari nascosti per sentire la colonna sonora già durante le riprese. Ogni movimento degli attori e stacco di macchina segue il ritmo della musica.

In una delle scene iniziali, vediamo il protagonista passeggiare e danzare per la città sulle note di Harlem Shuffle in un piano sequenza di quasi 3 minuti nel quale sono addirittura state inserite le parole del testo della canzone tra cartelli pubblicitari, murales e scritte sui marciapiedi.

La musica quindi, in questa pellicola è punto di forza e motore di tutta la vicenda. Il protagonista, vittima di un incidente stradale da bambino, ha un fastidioso fischio nelle orecchie che cerca di coprire ascoltando musica in cuffia h24. In questo modo attraverso l’I-Pod di Baby siamo di fronte a spettacoli di violenza musicale: sparatorie, inseguimenti e omicidi al ritmo di Tequila dei The Champs, Easy dei Commodores, Neat Neat Neat dei The Damned e Brighton Rock dei Queen.

baby driver 2

Il secondo punto di forza di questo film è la mancanza di CGI. Tutte le scene degli inseguimenti sono reali, gli attori sono stati addestrati da stunt men per poter eseguire da soli le manovre in auto. Il regista si è chiaramente ispirato a videogiochi quali GTA per le scene su strada che però in questo caso mantengono sempre un carattere morale dovuto al personaggio di Baby, un ragazzo dall’animo buono che si è trovato a far parte del mondo criminale.

Per quanto riguarda il cast, oltre a nomi da Oscar come Kevin Spacey e Jamie Foxx, vediamo il giovane Elgort Ansel nei panni di Baby. Dopo aver lavorato in The fault in our stars e la saga Divergent, egli mostra tutto il suo talento in questo ruolo per niente facile. Elgort oltre ad essere attore è anche dj, cantante e ballerino e sicuramente per questo suo animo artistico è stato scelto proprio per questa parte. Inutile dire che un Oscar spetterà anche a lui in futuro.

A cura di Beatrice Corona

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