AUTUNNO AMERICANO @ PALAZZO REALE: POLLOCK E GLI IRASCIBILI

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a cura di Elena Motta

“Ma quale arte? Lo so fare anch’io!”.

Classica esclamazione di fronte ad una tela tagliata di Fontana o al groviglio di colori apparentemente disordinato di un’opera di PollockCi si dimentica sempre di pensare alla Rivoluzione di questo modo di far arte. Alla paura del nuovo che ne ha accompagnato la nascita, al disconoscimento da parte di quei contemporanei non pronti a rompere schemi artistici considerati normali.irascibili Ci si dimentica di notare l’enorme differenza tra dipingere al fine di fermare su una tela un’esperienza e usare tela e colori al fine di fare un’esperienza.

È il maggio del 1950 quando il Metropolitan Museum di New York annuncia l’organizzazione di una grande mostra dedicata all’arte contemporanea americana. Esclusi dai partecipanti sono quegli artisti che, a partire dagli anni Trenta, si sono mossi verso una tecnica pittorica che ha le caratteristiche di una lingua sconosciuta. Si tratta di quel che è conosciuto come Espressionismo Astratto, o anche Action Painting della New York School. Sono i cosiddetti “irascibili”, come li marchia il quotidiano Herald Tribune: i firmatari della lettera inviata al presidente del Metropolitan, per dichiarare il totale dissenso rispetto alla posizione assunta dal museo.

Pittura dell’azione quindi, che si sviluppa nell’America del Dopoguerra e non è altro che l’espressione di un’epoca.  Un’epoca di guerre mondiali, di bombe atomiche, di esplosioni e di nuove scoperte non può servirsi delle figure del rinascimento o del neoclassicismo: ha bisogno di figure nuove, di macchie di colore, di vernice sgocciolata, di campiture ampie o piccole, morbide o nervose. [sz-youtube url=”https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=0FQ3f2CePVo” /]Non può servirsi di una pittura da cavalletto e così Pollock rovesciando il sistema rovescia la tela e la stende sul pavimento. Diventa parte integrante del suo lavoro, si muove ritmicamente intorno ad esso e con pennelli e bastoncini cosparsi di vernice lascia che il colore cada seguendo armoniosamente i suoi movimenti. Non è disordine, è musica. Una musica silenziosa e altalenante, che seguendo le linee si può ascoltare.

jackson-pollockL’arte consiste nell’atto stesso del dipingere, manifestando la propria individualità, la propria interiorità spesso tragicamente ribelle.  Una pittura che è scoperta di sé, manifestazione di sé.

È così che nasce la tecnica del dripping: Pollock si trasferisce insieme alla moglie e pittrice Lenore Krasner a Long Island, dove allestisce un suo studio in un vecchio fienile dietro la casa: ecco che in piedi, nel silenzio più assoluto, con la sigaretta sempre accesa e quasi ballando al suo ritmo interiore, gli schizzi di vernice fresca cadono sulla tela stesa da ogni lato. Senza un progetto, senza la totale coscienza dell’azione, lasciando emergere naturalmente l’immagine, lasciando che il quadro conquisti propria vita, continuando così fino al “momento giusto”, fino ad affermare Ecco qui.

In mostra a Palazzo Reale, fino al 16 febbraio 1014, Pollock e gli irascibili.
49 opere di 26 diversi artisti, dalla fine degli anni Trenta alla metà degli anni Sessanta, provenienti dal Whitney Museum of American Art di New York.

Aprono così le celebrazioni dell’Autunno Americano a Milano, che proseguiranno, a partire dal 24 ottobre, con Andy Warhol in mostra sempre a Palazzo Reale.

Per saperne di più:
Autunno Americano
Comune di Milano

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