Ti Auguro Un Fidanzato Come Nanni Moretti @ Elfo Puccini

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Fino a  mercoledì 23 marzo Ti Auguro Un Fidanzato Come Nanni Moretti sarà in scena al Teatro Elfo.

IO è il paranoico, possessivo e complessato fidanzato di TU. Si ride delle manie che lo ossessionano lungo tutti i quadri che compongono la commedia. Si ride di IO e si ride di noi stessi.

Ne abbiamo parlato con Livia Ferracchiati, regista dell’opera.

 Ciao Livia, quando e perché hai cominciato a scrivere il testo di “Ti Auguro Un Fidanzato Come Nanni Moretti”? Ti è mai stato fatto un augurio simile?

In realtà questo testo non era destinato ad una rappresentazione scenica, sono dei quadri che ho scritto quasi di getto per puro divertimento personale. Sono il frutto di esperienze personali oppure situazioni capitate realmente a miei amici. Episodi di vita vissuta resi surreali ed esasperati per amplificarne la vis comica. É la trasposizione della mia tendenza a sdrammatizzare la realtà in cui mi trovo.

Sono rimasti nel cassetto fino al Todi Arte Festival dell’Agosto del 2014 quando mi si è presentata l’occasione di portare in scena un testo e, avendo a disposizione solo una decina di giorni di prove, mi è sembrato che una selezione di questi quadri potesse essere la soluzione migliore. Uno spettacolo che indagasse in modo ironico i meccanismi psicologici dei quali siamo un po’ tutti in balia.

Effettivamente mi sono rivisto molto in IO. Se ripenso ad alcune relazioni con ex fidanzate mi rendo conto di essermi comportato in modo simile.

Esatto, se devo essere sincera, io stessa mi sento più IO che TU. Non mi è stato mai augurato di avere un fidanzato come Nanni Moretti forse proprio perché io sono quel tipo di ragazza.

Come è nata la compagnia The Baby Walk?

É nata intorno a Peter Pan guarda sotto le gonne, primo capitolo di una trilogia sulla transessualità da donna a uomo. Il gruppo si è formato grazie a questo lavoro senza che ci fosse realmente l’intenzione di formare una compagnia. Era il Maggio del 2015 quando Greta Cappelletti ed io abbiamo cominciato la prima di numerose riscritture di questo testo. La prima è andata in scena questo gennaio per Campo Teatrale qui a Milano in zona Casoretto. E dato che il gruppo si è trovato molto bene sia dal punto di vista artistico, ma anche umanamente abbiamo deciso (non senza un’iniziale insicurezza) di dare alla luce The Baby Walk.

Quali sono le difficoltà che incontra una compagnia indipendente?   

Sicuramente il lato economico ha il suo peso: non è semplice trovare un sostegno produttivo che assicuri la giusta remunerazione a regista, attori e collaboratori. Non è però l’unico ostacolo all’urgenza e al desiderio di esprimersi. Penso al grande impegno con il quale è necessario promuovere i propri lavori perché possano raggiungere il palcoscenico. Io non ho moltissimi contatti nel mondo dei teatri e quei pochi che ho me li sono dovuti sudare. Ti porto ad esempio la mia esperienza all’Elfo. Sono stata io a rintracciare sul sito l’indirizzo email della direzione artistica e a proporre dei video di estratti di Ti Auguro Un Fidanzato Come Nanni Moretti.

In più è difficile far venire i critici a teatro.

Quali invece le soddisfazioni maggiori?

La soddisfazione sta tutta nell’autonomia di cui una compagnia indipendente gode. Poter lavorare sui progetti a cui davvero si tiene e che si sente l’urgenza di rappresentare. Come la trilogia, vero cuore pulsante condiviso da tutti noi in Baby Walk.

Quando hai deciso di intraprendere la carriera di regista? Quale è il percorso che hai seguito?

L’ho deciso presto, verso i 12 anni. I miei genitori mi portavano a Todi a teatro e all’inizio mi annoiavo molto. Poi però ho cominciato a scrivere e spontaneamente mi sono trovata a scrivere più che racconti, lunghi monologhi e dialoghi che facevo recitare ad alcuni amici: la scelta di dedicarmi al teatro è stata quasi del tutto naturale. A vent’anni ho cominciato a frequentare alcuni corsi. Poi è venuta la Paolo Grassi dove mi sono diplomata in regia. E da qui l’urgenza, che non ho mai perso, di comunicare attraverso questa arte.

Progetti per il futuro?

Stabat Mater, il secondo capitolo della trilogia. Rappresenterò lo scontro tra un figlio e la figura incombente della madre che lo ostacola nel suo percorso. In questi giorni sto anche lavorando a Todi A Little Town In The Middle Of Italy che è il racconto della vita in una piccola cittadina di provincia (in questo caso la mia città di origine) dove chi decide di seguire una strada fuori dalla norma si trova inevitabilmente sotto la lente di ingrandimento del giudizio degli altri.

Se avessi un budget illimitato, con quale attore e attrice ti piacerebbe lavorare?

Un chiodo fisso che mi ossessiona da secoli è quello di lavorare con Jennifer Beals, protagonista di Flashdance. Tra gli uomini invece Sean Penn.

Quali sono i prossimi teatri ad ospitare Ti Auguro Un Fidanzato Come Nanni Moretti?

La prossima data è a Magenta il 2 aprile e per il momento non ne abbiamo altre. Speriamo arrivino presto.

Nanni Moretti è al corrente dell’esistenza di una commedia che lo cita direttamente nel titolo (e più volte indirettamente nello spettacolo)?

Io avevo scritto più volte alla Sacher (casa di produzione di Nanni Moretti) per evitare qualsiasi tipo di problema legale. Nanni (o chi per lui) mi aveva risposto augurandomi buona fortuna. Negli ultimi giorni mi sono arrivate delle voci secondo cui Nanni avrebbe commentato con un “geniale” l’idea di citarlo nel titolo di una pièce teatrale. Non so quanta verità ci sia in questo aneddoto, ma crederci mi rende molto orgogliosa.

a cura di Carlo Michele Caccamo

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