#U30: CARLO GIARDINA

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A cura di Carolina Fornari e Cecilia Giurgevich

Carlo Giardina, in arte finnanofenno, ma anche WillowWonka è uno degli igers più popolari di Italia, con quasi 40’000 followers e uno stile tutto particolare, fatto di colori e disegni pop, ma anche di bellissime foto in bianco e nero. E’ difficile credere che dietro questi due account si celi la stessa persona, ma invece è proprio così e l’associazione culturale VOX l’ha intervistato per i lettori di ArtSpecialDay.com.

 Cosa pensi dell’arte su Instagram? Pensi che sia arte?

Su Instagram si trovano tantissimi artisti; molti lo utilizzano sia come forma d’arte mentre altri solo come per mezzo per trasmettere la propria arte. Se sei un artista, Instagram è un ottimo modo per diffondere la propria arte, sia che si tratti di arte digitale sia tradizionale. Forse non è arte in sé, ma sicuramente è uno strumento per divulgarla ed è certamente anche un ottimo strumento per fare business.

Raccontaci di finnanofenno. Perché le macchine? Come è nato tutto?

Finnanofenno non vuol dire nulla, è un nome che mi ha consiglio mia sorella e la mia è una storia in realtà molto semplice: tre anni fa scaricai Instagram e iniziai a postare le solite foto che tutti postavano. Ad un certo punto però iniziai ad usare alcune app che permettevano di modificare le foto in maniera più precisa e scoprii anche un’ app per poter disegnare sulle foto. Il mio dito in questo modo era diventato un pennello e le mio foto una tela (spero di non star dicendo una bestemmia). Un giorno scattai una foto ad una macchina d’epoca e vi disegnai sopra delle linee che ricordavano molto i murales di Keith Haring e questa foto ebbe molto più successo di tutte le altre. Nel frattempo provai a fare foto anche di persone, ma alla fine preferii continuare con le macchine, non so bene perché. In seguito contattai altri utenti Instagram che pubblicavano foto di macchine per proporre loro una collaborazione: loro mi mandavano le foto e io le modificavo e così facendo gli utenti si sono moltiplicati! Tutto ciò ha portato ad una intervista realizzata da AndyKate per l’associazione Igers Italia e da quel momento sono iniziate altre collaborazioni, anche con utenti molto importanti, il che ovviamente mi ha portato ad avere ancora più visualizzazioni e ad avere recensioni su blog e magazine vari. Lo scorso Luglio poi il mio account fu recensito sul blog ufficiale di Instagram, che ha addirittura pubblicato una mia foto sul loro feed (che conta 63 milioni di followers) e in una settimana sono arrivato ad avere 35000 followers. Questo mi ha portato ad avere collaborazioni a livello pubblicitario con Aperol, Campari, BMW, Wolkswagen Turchia.

Il tuo secondo account è WillowWonka. Perché questo nome? Qual è la poesia che vi si nasconde dietro?

Mi piacciono molto i giochi di parole e questo nome nasce dalla crasi tra Willy Wonka e un filtro di instagram che si chiama willow (a metà tra un nero e un seppia). L’idea di questo profile nasce dalla mia voglia di pubblicare foto che non fossero solo di macchine . Ho iniziato a scattare delle foto a modificarle con questo filtro e a pubblicarle con delle descrizioni un po’ stravaganti e particolari. L’anno scorso questo account ha vinto un concorso organizzato da Instagram Italia e questo ovviamente mi ha portato un bel po’ di seguito. Essenzialmente WillowWonka nasce dal mio desiderio di pubblicare quello che volevo.

Pensi che negli ultimi anni si siano evoluti gli strumenti a disposizione dell’artista?

Decisamente sì. Personalmente, il semplice fatto di avere disposizione molte app che ogni mese mettono a disposizione un nuovo aggiornamento che migliora le prestazioni è essenziale. E non parlo solo di migliorare la definizione (di per sé fondamentale), ma anche la qualità di espressione. Certo se poi c’è talento, quello può essere sufficiente, ma un aiuto non fa mai male. Se esuliamo poi dal discorso delle app, con Phototoshop e IIlustrator si aprono delle possibilità infinite che ti permettono di creare tutto quello che vuoi.

E il copyright? Non hai paura che qualcuno si impossessi delle tue foto?

Su Instagram non è possibile scaricare le foto, ma per un periodo e su alcuni account è lo è stato, quindi può essere che ci si stia muovendo su quel fronte. Consiglio comunque di tutelarsi per conto proprio. Per quel che rigurada Instagram stesso, non penso sia un problema, anzi, se sei un artista emergente e Instagram usa una tua foto e il tuo nome hai fatto il “colpo grosso”.

Per te ormai fare l’igers è diventato un mestiere. Come fai a conciliarlo con esigenze più canoniche?

A questa domanda dovrebbe rispondere mio padre! Scherzi a parte, provo a far funzionare tutto. Ovviamente non sempre è fattibile: alcuni eventi coincidevano con esami importanti e lì ho dovuto fare delle scelte. Ad esempio l’Instameet (un raduno di 4 giorni all’Isola d’Elba di 10 instagramers da tutto il mondo) coincideva con un esame importante, ma era una proposta a cui non potevo dire di no! Fortunatamente l’esame l’ho passato il mese successivo.

Come vedi il tuo progetto da qui a cinque anni?

Di sicuro penso di continuare il mio progetto che, d’altro canto, è solo all’inizio e pieno di nuove idee. Se tutto dovesse andare in porto, tra cinque anni vedo questo progetto funzionare molto bene. Abbiamo molte richieste per stampare le mie foto da tutte il mondo. Lo dico con tutta la scaramanzia di un buon siciliano, ma penso che andrà tutto molto bene.

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