Signore signori, si stende il red carpet: si apre la 74°edizione del festival di Venezia, che promette, come al solito, tantissime emozioni immerse nella magia della laguna.
In prima linea, noi di Vox siamo andati a fare un giro per la prima serata del festival, immergendoci un po’ nell’atmosfera da divo del cinema.

La cerimonia d’apertura è stata presenziata da Alessandro Borghi, eletto padrino di questo festival, che ha accompagnato la camminata sul tappetto rosso di Matt Damon e signora, il primo a mostrarsi sul grande schermo con il film diretto da Alexander Payne Downsizing.
Si è presentata sul tappetto rosso anche una irresistibile Maria Elena Boschi che, accompagnata dal fratello, ha suscitato la curiosità di chi, non riconoscendola, l’ha scambiata per una diva di Hollywood. Tante altre celebrità si sono esibite, tante altre lo devono ancora fare. E pettegolezzi da bar del casinò dicono che sia stato avvistato Clint Eastwood in giro per la laguna intento a terminare le riprese del suo ultimo film, sperando che faccia un salto anche dalle parti del lido.

Dopo aver dato il via alle danze, la serata prosegue in maniera molto tranquilla: girovagando per i giardini del casinò si incontrano molti ragazzi giovani e giovanissimi, signore veneziane della generazione passata intente a sorseggiare spritz e a disquisire sui festival degli anni ’60, giornalisti e fotografi che si godono il bellissimo tramonto sulla laguna, così suggestivo da far capire come questo posto sia effettivamente la cornice perfetta per esprimere tutte le emozioni che il cinema può regalare.

Tutti si immedesimano in questo ambiente raffinato ed elegante, sentendosi un po’ signori, ma c’è anche chi del dresscode non gliene frega un’accidenti: un vecchio veneziano si diverte a fermare le signorine spacciandosi per culturista del cinema e provando due discorsi in dialetto senza però ottenere mai tanta comprensione dalle malcapitate. Si ferma pure a parlare con me, promettendomi prima di offrirmi da bere e poi, dopo aver provato a saltare la coda del bar ed essere prontamente rispedito in fondo, mi manda a quel paese sostenendo che gli portassi sfiga.
Alla fine torno a casa comunque soddisfatto, poiché si capisce che la prima serata è solo l’antipasto e che il meglio deve ancora arrivare.

A cura di Edoardo Marcuzzi

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