Any Other @ Arci Ohibò

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Il disco degli Any Other (‘Silently. Quietly. GoingAway.’) è uscito a fine 2015, e da allora lo hanno portato in giro, nelle case, nei locali, in Europa, in Italia. Pure a Pavia, dove avevamo avuto modo di ascoltarli durante la prima data della stagione di Alabaster. La fine di questo lunghissimo tour, coincide con la data milanese il 4 marzo per Sherpa Live, e non potevamo assolutamente perdercela.

Ma andiamo con ordine. Mentre entriamo all’Ohibò, i Paper Pill stanno imbracciando gli strumenti e tra batterie smontate, battute e cover si fanno apprezzare, specialmente con l’interpretazione di ‘Between a Planet and Jet Lags’Una ventina di minuti di live sono sufficienti a convincerci definitivamente della bontà del loro suono un po’ anni ’60. Strumenti muti e il pubblico riempie definitivamente l’Ohibò.

Marco, Niccolò e Adele salgono sul palco.
‘My head,mypoor head’ ed è quindi ‘Something’ ad aprire il concerto, e dopo un paio di brani la leader del gruppo si concede una pausa per le presentazioni di rito mentre confessa i suoi turbamenti: l’Oibò ha infatti rappresentato per la band l’inizio della lunga avventura e ora anche la chiusura.

Senza perdere tempo si riparte subito da 5.47 P.M. altro pezzo fondamentale per il lavoro del gruppo. Il pubblico è entusiasta della prestazione del trio, Adele è una miscela di dolcezza e un velo di malinconia con il raro dono di sapere restare in equilibrio sul filo che le permette di non cadere né nella sconsolatezza né nella mielosità.

Dopo un altro paio di pezzi Marco e Niccolò lasciano la cantante sola con le sue scarpe nere e la sua chitarra sul palco davanti a bassi e batterie inanimate. È sicuramente il punto più alto del concerto, soprattutto per la complicità che si crea tra spettatori e artista, che canta alcuni pezzi ‘vecchi’ e chiede ‘scusa, di solito non lo faccio’ma questa serata è sicuramente speciale. Una pausa rapidissima prima del bis con gli ultimi pezzi del disco, tra cui ‘Sonnet #4’ e gli Any Other lasciano il palco definitivamente.

Il disco degli Any Other non rappresenta nulla di nuovo, anzi è un’amalgama di citazioni e ispirazioni soprattutto anni ’90, ma è un disco ben fatto, che si fa apprezzare sia in cuffia che live. Sorprende sicuramente la maturità dei ragazzi della band, Adele in testa, che a dispetto della giovanissima età sembrano avere la situazione molto più che in pugno. Non possiamo fare altro che attendere con ansia i nuovi lavori che gli Any Other hanno già promesso.

A cura di Ivan D’Antuono
Ph: Ivan D’Antuono

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