On Stage: Animali da bar, il tragicomico è in scena @Teatro Elfo Puccini

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“Non mi fate incazzare, capito?! E dire a mio nipote che io non vado da nessuna parte. Io resto a casa mia, voglio crepare a casa mia! E il mio bar non lo vendo proprio a nessuno, è chiaro?! Tanto meno a dei cinesi mangiatofu!”

Così inizia Animali da bar, creazione di Carrozzeria Orfeo, in scena al teatro Elfo Puccini dal 27 marzo al 2 aprile.

La voce fuoricampo, irriverente e scurrile, appartiene al proprietario del bar. La sua attività è il luogo in cui si svolge lo spettacolo: è proprio il bar il centro della vita dei personaggi, essi vi entrano e vi escono portando con sé le loro storie, raccontate con ironia e provocazione. La scena si apre dal finale, per poi riavvolgersi velocemente su se stessa, come se si fosse premuto il tasto rewind, visitando ogni momento fino a fermarsi all’inizio.

I personaggi si presentano allo spettatore, che fa presto la conoscenza di ognuno: un vecchio proprietario del bar, che insulta e si lamenta attraverso una radio; una barista dal passato difficile, che affitta l’utero; un bipolare che rifiuta le medicine e ruba nelle case dei morti nel giorno del loro funerale; un buddista che lotta per la liberazione del Tibet e che, a casa, viene picchiato dalla moglie; un impiegato delle pompe funebri per animali di piccola taglia, ipocondriaco, che sniffa cocaina; infine, uno scrittore alcolizzato, che lavora senza voglia a un romanzo sulla grande guerra.

Ogni personaggio indossa la maschera di uno stereotipo, si presenta al pubblico con ironia, facendolo ridere e divertire con battute pungenti e controverse. Tutto questo, però, non è divertimento fine a se stesso; se si guarda sotto la maschera tragicomica, si scoprono dei personaggi, nel loro dramma, molto umani: sono fragili e vulnerabili, bisognosi d’amore, spaventati dalla solitudine.

“[…]Quella stronza della vita è stata più forte di te, più furba. Chi può dirlo? Non sei che un lampione mezzo spento in qualche punto di una strada secondaria, dove ormai non passa più nessuno, tranne qualche cane per pisciarti addosso…”

Animali da Bar riesce a catturare con il suo umorismo, a far sorridere nei suoi momenti di dolcezza. Gli stessi attori vivono i loro ruolo, lo rendono autentico, portando lo spettatore a fare il tifo per i personaggi disastrati che incarnano, a farlo sperare che riescano a rimettere insieme la loro vita. Il finale è qualcosa di inaspettato, che svela una metanarrazione impossibile da prevedere.   

Animali da bar:

drammaturgia Gabriele di Luca

regia Alessandro Tedeschi, Gabriele di Luca, Massimiliano Setti

con Beatrice Schiros, Gabriele di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Vosi

voce fuori campo Alessandro Haber

una produzione Fondazione Teatro della Toscana 2015

produzione Carrozzeria Orfeo

A cura di Raffaella Mottana

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