Ammettiamo che trovare in libreria, tra i titoli più venduti, un volumetto di poesia è contemporaneamente sorprendente, sconvolgente ed elettrizzante.
Pubblicato questo ottobre, ma ancora posto in verticale nello scaffale delle novità – buon segno! – si trova Amore a prima vista, la raccolta di poesie sul tema dell’amore di Wislawa Szymborska, la poetessa polacca del 20° secolo vincitrice di un Nobel.

È un Adelphi, è piccolo – appartiene alla collana Piccola Biblioteca – e di un colore rosa tenue, quello di un amore sincero, ma spicca subito all’occhio di un lettore trasognato che cerca a tentoni un’esperienza di lettura diversa, ma non necessariamente di nicchia, col quale scoccherà quell’amore a prima vista.

Il sodalizio tra Adelphi e la Szymborska è stato siglato ormai da anni: ha avuto inizio con la raccolta di poesie Vista con granello di sabbia, stampata due anni dopo il suo conferimento del Nobel per la poesia, avvenuto nel 1996. Della felicità di questo matrimonio ne sono segno le innumerevoli raccolte che continuano a venire pubblicate e ripubblicate ogni anno.

Nell’anno in cui ha vinto il Nobel, nel ’96, la Szymborska era ritenuta una poetessa pressoché sconosciuta, e non poche sono state le critiche alzate in merito alla sua assegnazione del premio, ritenuto da alcuni immeritato. Pietro Marchesani, che ha curato tutte le edizioni Adelphi per la Szymborska, ha scritto in risposta alle critiche che le sue poesie esigono di essere ascoltate, quasi percepite, da un orecchio molto fine, perché espressione di «piana limpidezza e ingannevole semplicità».

L’amore a cui la poetessa slava dedica le poesie non è uno solo:

Canta l’amore felice: «È normale? È utile? […] Sembra un complotto contro l’umanità! / Su cosa potrebbero contare religioni, poesie?»

Così come l’amore infelice: «Nessuna improvvisa inverosimiglianza. Come in un dramma borghese / questo lasciarsi sarà del tutto regolare».

Dedica poesie alle persone che non ama: «È merito loro se non vivo in tre dimensioni».

Scrive poesie d’amore sull’atto di scrivere poesie d’amore: «Perché scrivo canti d’amore così raramente?».

Piange un amore defunto: «Riesco perfino ad immaginare / che gli altri, non noi, siedano in questo momento / su un tronco rovesciato di betulla».

Racconta del primo amore: «Non mi tremano le mani / quando mi imbatto in piccoli ricordi».

Parla dell’amore in maniera totalmente ironica, come nel suo stile: «Album: nessuno in famiglia è mai morto per amore […] Morivano, ma per altre ragioni».

Questo volumetto di poesie si pone due obiettivi: il primo, quello di avvicinare un possibile futuro lettore alla lirica della Szymborska, e fa ciò presentando e partendo da un tema universalmente amato, quello dell’amore; il secondo, quello di raccogliere e ordinare, a chi già è un lettore della poetessa slava, quelle liriche che tendono spesso ad apparire marginali, sulla materia dell’amore.

Amore a prima vista può essere unicamente amore a prima vista, e come recita l’omonima poesia – non citeremo ancora il titolo – «Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. È bella una tale certezza, ma l’incertezza è più bella. […] Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi / dove da tempo potevano incrociarsi?». Speriamo che questa lettura sia quel luogo, quel corridoio, nel quale avete avuto modo di incrociarvi con questo stupendo volumetto, col quale vi promettiamo che sarà un colpo di fulmine.

A cura di Francesca Faccani

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