Ambienti/Environments” è la straordinaria mostra di Lucio Fontana a cura della restauratrice Barbara Ferrari e del direttore artistico di Pirelli HangarBicocca, Vincente Todolì.

La mostra,allestita fino al 25 febbraio 2018, propone nove ambienti spaziali illuminati da luci al neon di diverso colore e forma. È il risultato di un grande lavoro di ricerca e ricostruzione di fonti storiche. Vengono presentati due interventi ambientali realizzati tra il 1949 e il 1968 per gallerie e musei italiani e internazionali. Alcuni ambienti sono stati ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell’artista perché spesso venivano distrutti al termine dell’esposizione. La mostra recupera una storia che si era persa nel tempo e si rivela come una riscoperta della forza innovativa del rivoluzionario artista in cui gli spazi prendono forma e movimento. È una vera e propria scultura d’ambiente dove gli spazi vengono ridimensionati con tagli, buchi e luci artificiali.

Lucio Fontana è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo e conosciuto da sempre come il fondatore dello Spazialismo, movimento nato in Italia. Presto si interessò del vuoto, del cosmo e della luce. Immediatamente dopo la guerra si recò a Milano dove molti anni prima aveva studiato scultura a Brera con Adolfo Wildt e iniziò a collaborare con Carlo Cardazzo nella Galleria del Naviglio, in via Manzoni. Poco dopo nacque il Manifesto dello Spazialismo che rivoluzionò non solo il modo di concepire la storia dell’arte, ma anche il ruolo dello spettatore. Dagli anni Quaranta l’artista decise di creare “ambienti spaziali”: stanze e corridoi allestiti come labirinti con lampade di Wood, luci al neon, decorazioni fosforescenti e la mostra all’Hangar ne è la prova.

Ambienti/Environments si apre con “Struttura al Neon”, un apparato decorativo fluorescente realizzato per la IX Triennale di Milano. Seguono poi una serie di ambienti che il visitatore avrà l’opportunità di vedere come l’ambiente spaziale a luce nera, un ambiente con un tappeto di moquette rossa e una struttura labirintica bianca con un grande taglio sul muro.

Non appena il visitatore entra in un ambiente, viene immediatamente invaso da un segno di luce dirompente. La fisicità dello spettatore è continuamente messa alla prova dalle luci e dai materiali.
Per prima cosa bisogna attraversare un pavimento di gomma morbido e poi camminare su un tappetto ondeggiante di moquette rossa circondato da specchi. Il visitatore è il protagonista di uno spazio in cui la bidimensionalità non esiste, ma nello stesso tempo viene travolto da colori così forti che sembra annullarsi e diventare un tutt’uno con lo spazio che lo circonda. Figure e forme vengono completamente rivoluzionate stimolando la sua immaginazione e fantasia.

Ambiente/Environments si rivela come una delle mostre più innovative dell’anno che ha lasciato a bocca aperta migliaia di turisti. Per la prima volta l’arte non si limita a mostrarci qualcosa, ma ci invita a diventarne parte sperimentando con le nostre stesse emozioni.

 

a cura di Laura Macrì

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