A TOYS ORCHESTRA @ BIKO: LIVE REPORT

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A cura di Giuseppe Giovine

Vorrei iniziare questo report annunciando ufficialmente di aver dato il via alle pratiche legali per cambiare residenza, e prenderla una volta per tutte al Biko.
Anche questa settimana l’Arci di Via Ettore Ponti ha illuminato il sabato sera milanese (e del sottoscritto) con un evento da leccarsi i baffi, invitando a suonare sul proprio palco gli …A Toys Orchestra.

Con la giusta dose di ritardo che non manca mai, entro nel locale assieme a un amico. Ma la visione di gente dedita al chiacchiericcio, ben lontana dal palco, mi fa ricredere sulla mia precaria puntualità, e mi fornisce anche una buona scusa per investire il danaro in birra. Sorseggiando il suddetto nettare degli dei, mi avvicino al banchetto del merchandising. Scorgo li su quello che sarebbe stato poi il vero protagonista della serata: Butterfly Effect, il nuovissimo album degli A Toys Orchestra. Pubblicato il 14 ottobre per la Urtovox/Alabianca, è forse il disco che segna il definitivo passaggio della band al synth pop e a quello che potrebbe definirsi new wave. Poco dopo le luci si abbassano completamente. Lo spettacolo ha inizio.

Il live si apre sulle note soavi di You can’t stop me now e quelle più sintetiche di Welcome to Babylon, pezzi estratti dal precedente lavoro, Midnight (R)Evolution. Fall to restart e Wake me up invece, danno il via alla carrellata dei nuovi pezzi, che scivolano via tra gli sguardi compiaciuti del pubblico, per lo più over 30, che non ha distolto un secondo l’attenzione dal palco, neanche durante i continui cambi di strumenti e di stravolgimenti nei ruoli. Ciò soprattutto grazie alla compostezza e l’umiltà dimostrata da Enzo Moretto e co., i quali, rientrando sul palco, hanno anche trovato spazio per far riassaporare masterpieces quali Invisibile e Celentano. Il live si chiude con la psyco-folk Come on, get out! (che fosse un invito? chi lo sa!), e con un lungo applauso che, senza ombra di dubbio, è stato più che meritato per una delle poche band che riesce a fare onore al Bel Paese anche in un contesto internazionale.
…A Toys Orchestra. Un nome che è tutto un programma, ma di quelli belli, che tengono incollati allo schermo e dei quali vorremmo sempre le repliche.

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