A Night Like This Festival: intervista

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In occasione della festa di presentazione della quinta edizione dell’A Night Like This Festival – di cui ormai siamo assidui frequentatori – allo Zog di Milano organizzata da Astarte Booking domani 20 febbraio, abbiamo incontrato Cecilia, una delle organizzatrici.

Arrivati alla quinta edizione volevamo sapere come è nato il progetto, in una location particolare di eccezione come quella di Chiaverano.

C: cercavamo un posto facilmente raggiungibile dalle città ma che avesse le caratteristiche di un “paradiso”da scoprire fuori dai centri urbani, un luogo dove fare un festival open air all’europea, con una bellezza tutta italiana.Dopo molti giri su e giù’ per l’Italia avevamo in mano
una rosa di possibilità. Non conoscevamo Chiaverano fino a momento in cui ci siamo trovati di fronte al Lago Sirio e alla Serra Morenica (a un’ora da Milano e venti minuti da Torino) e abbiamo capito che era perfetto L’amministrazione comunale aperta e giovane ha accolto la nostra idea e da li’ e’ partito tutto.

Cosa c’è dietro all’organizzazione? Che significa concretamente organizzare un festival del genere?

C: Se devo andare giù diretta, la prima parola che mi viene in mente è’ “sbattimento”. A parte gli scherzi, un festival soprattutto come il nostro che ha scelto volutamente una location dove bisogna portare tutte le strutture e organizzare qualcosa che altrimenti non ci sarebbe, è’ una macchina complessa. A me piace immaginarla come una scacchiera o un puzzle dove piano piano prende forma un figura che non sapremo fino all’ultimo che aspetto avra’ ma che sarà’ il risultato di un nostro preciso senso estetico. Il primo anno è stato quasi un esperimento ed è poi cresciuto senza che quasi ce lo aspettassimo.

Ci sono stati dei cambiamenti rispetto alle prime edizioni? Anche a livello di scelte musicali?

C: Non grossi cambiamenti nella direzione artistica perché è comunque guidata dal nostro gusto, istinto e occhio alla scena.
Cambiamenti nel progetto in generale sì perché abbiamo introdotto l’after party al camping, i concerti nella chiesa del paese, le mostre fotografiche in collaborazione con Instagram in location alternative e suggestive e potenziato gli unplugged al lago la domenica.
La più grossa novità arriverà quest’anno però, perché abbiamo intrapreso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma francese Ulule, volta ad aggiungere un giorno al festival, il venerdì e che ci sta dando grosse soddisfazioni e stimoli per nuovi contenuti da portare all’evento. Non mi sbilancio sull’esito perché è ancora in corso ma fa ben sperare.

Qual è l’essenza dell’A Night Like This? Avete delle scelte musicali prioritarie rispetto ad altre?

C: la passione. Tanti fatti e circostanze nel tempo l’hanno messa a dura prova e a volte ci si chiede chi ce lo fa fare ma alla fine quell’unica giornata e quella notte, ci bastano per darci la carica per ricominciare. Chi ha provato a vivere da organizzatore, volontario o artista un’esperienza così totalizzante capirà.
Le scelte musicali vanno sempre alle cose nuove, ascoltiamo tutto quello che ci arriva anche se non c’entra nulla con la linea artistica del festival perché non si sa mai e, da musicisti, sappiamo bene quanto è importante per un artista il proprio lavoro che merita un ascolto attento e sempre una risposta. Abbiamo cercato di non replicare mai i gruppi già fatti salvo qualche eccezione, anche se alla quinta edizione comincia a diventare difficile.Comunque se riproponiamo un gruppo è o perché ha fatto nuovi lavori, o perché è passato tanto tempo.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla lineup di quest’anno?

Bella domanda. Non potendovela ancora raccontare vi chiediamo solo di darci fiducia perché sarà come al solito attenta e coerente, e soprattutto pensata col cuore

Quali aspettative e paure avete per questa edizione?

C: le paure non si nominano ( scusate sono superstiziosissima), le aspettative invece sono che la gente si appassioni all’idea non solo di venire a sentire la carrellata di gruppi che è chiaramente la motivazione principale ma abbia voglia di sperimentare insieme a noi, tutta la nuova esperienza festival, scoprendo cosa riserva di nuovo il venerdì, fermandosi a ballare all’afterparty al campeggio e magari chiudendo in bellezza con un tuffo nel lago la domenica. Ci aspettiamo che in questo modo le persone scoprano i luoghi magici dove si svolge il festival e ci tornino magari durante l’anno. Perché A Night Like this vissuto così non si scorda facilmente.

A cura di Stefania Fausto

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