YVES KLEIN LUCIO FONTANA. MILANO PARIGI 1957 – 1962

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A cura di Virginia Battaglini e Chiara Cecchi

La storia di un rapporto artistico e personale, quello tra Lucio Fontana – nato nel 1899 a Rosario Di Santa Fé, in Argentina – e Yves Klein – artista nizzardo del 1928 – separati dai cambiamenti impliciti nel periodo di un’intera generazione ma accomunati dalla medesima volontà di sperimentazione che caratterizzò entrambe le loro produzioni. Questo il tema sviluppato dalla mostra temporanea ospitata negli spazi espositivi del Museo del Novecento di Milano e ideata dai due curatori Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti, il quale ci ha guidato personalmente attraverso il percorso espositivo.

Alla mostra, prodotta da Electa, hanno collaborato la Fondazione Lucio Fontana di Milano e gli Archives Yves Klein di Parigi, che hanno reso possibile presentare, nella sala Archivi, una ricca documentazione di fotografie, carteggi ed edizioni originali che arricchiscono il percorso.

Il concept della mostra, la prima di livello internazionale organizzata dall’apertura del museo, è stato direttamente ispirato da un rapporto effettivo e ben documentato tra i due artisti, che nacque in occasione del primo interesse manifestato da Fontana per il lavoro del giovane collega francese. E’ infatti nel 1957 che l’artista acquista uno dei famosi monocromi blu presentati da Klein alla Galleria Apollinaire di Milano, apprestandosi a diventare il suo principale collezionista in Italia; è proprio a partire da questa data che si imposta il registro filologico-narrativo caratteristico della mostra, che ben si accorda con quello cronologico su cui si organizza tutto l’allestimento del museo (dall’avanguardia futurista del primo novecento fino alle prime esperienze dell’arte povera italiana degli anni sessanta). La mostra si articola entro questo contesto di sviluppo progressivo, integrandosi alla collezione permanente del museo tramite il dialogo tra le opere dei due artisti e quelle stabili nelle varie sale; questo stimola confronti inediti e arditi quali ad esempio quello tra un esemplare della serie degli Stati d’animo di Boccioni ed uno dei famosi “tagli” di Lucio Fontana (appartenente alla serie chiamata Attese, iniziata nel 1958) della collezione Boschi Di Stefano. klein-fontana-mostra-milano

La sezione più suggestiva del percorso è sicuramente quella incorniciata dalle grandi vetrate che si aprono su Piazza del Duomo, dove, all’opera di Fontana Struttura al neon, simbolo del museo, è stata accostata l’ipnotica distesa blu elettrico di Pigment pur ideata da Klein. Lo spazio del solaio, normalmente dedicato alla sola serie dei Concetti spaziali di Fontana, è stato completamente disallestito e modificato: pareti bianche e luminose sostituiscono il precedente rivestimento scuro accogliendo una serie di opere dei due artisti che, dialogando tra loro, affrontano il tema del cosmo e dello spazio siderale.

“Io cerco uno spazio ulteriore. Lui voleva l’infinito.”

L.Fontana, 1968

La storia di un rapporto artistico e personale; due personaggi visionari, promotori di una travolgente contemporaneità, legati da un’amicizia che fu interrotta soltanto dalla prematura scomparsa di Yves Klein, nel 1962.

Dal 22/10/2014 al 15/03/2015, una mostra ben concepita, originale e d’impatto, capace di parlare anche ad un pubblico di “non addetti ai lavori”; un’occasione da non perdere.

 

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