Dicembre è alle porte. Le temperature sono ormai precipitate e non vedono l’ora di essere accompagnate da quel segno meno che ogni mattina ci obbliga a scongelare il parabrezza della macchina. I tipici mercatini sono pronti ad invadere le vie delle città e l’abete rosso alto più di 30 metri è già in allestimento in piazza Duomo. Da questi indizi è facile trarre una conclusione: il Natale si avvicina sempre di più e con lui tre incubi tornano a farci visita la notte: Mariah Carey, Michael Bublé e i cinepanettoni.

Sono proprio questi ultimi i protagonisti indiscussi del nostro appuntamento con The Rubbish Truck, la rubrica che vi porta alla scoperta dei migliori capolavori trash degli ultimi anni e che oggi vi condurrà nel meraviglioso mondo dei film natalizi con una lista di quelli che secondo noi di Vox sono i 6 migliori (o peggiori?).

  1. Vacanze di Natale (1983)

Il primo, l’unico, l’originale. Quello che prende ispirazione dalle commedie anni ’50 di cui Vittorio De Sica è protagonista. Ad esclusione di Boldi, tutti i comici del periodo sono presenti. Oltre ad essere il migliore della serie, è certamente quello che ne fonda il mito (hit del momento, storie che si incrociano, protagonisti borghesi), molto diverso da tutto quello che verrà sopratutto per la mancanza di ossessione dalla comicità.

 

  1. Vacanze di Natale 2000 (2000)

Con il nuovo millennio torna il Natale nel titolo e si rinnova in parte il gruppo. Accanto alla già classica coppia Boldi-De Sica arriva infatti Enzo Salvi, in un tentativo di inserimento di nuovi comici con cui sostituire le vecchie glorie che prima animavano la serie. Al botteghino è stato uno dei più grandi successi della serie, ma sbilanciandoci possiamo dire che gli incassi sono stati tanto alti quanto immotivati.

 

  1. Natale sul Nilo (2002)

Oltre a Enzo Salvi anche Biagio Izzo e i Fichi d’India completano una banda che è forse quella che ha segnato la commedia italiana con i film più trash degli ultimi anni. Diretto dall’ormai certezza Neri Parenti, il film non ha come obiettivo la creazione di una qualsiasi trama e separa quindi tutti gli attori dando ad ognuno un’autonomia e spingendo senza ritegno sui riferimenti più attuali, diventando privo di attrattiva anche solo dall’anno seguente.

 

  1. Christmas in Love (2004)

Con Anna Maria Barbera a costituire la novità più rilevante il film si sporca della macchia di titolo più ambizioso dell’intera serie, avendo coinvolto ben due nomi internazionali: una star tanto trash quanto costosa come Ron Moss e una molto più rilevante come Danny De Vito. L’ambizione, inutile dirlo, non si rispecchia nel risultato finale.

 

  1. Olè (2006)

Nel 2006, nonostante la vittoria ai mondiali in Germania, l’Italia intera era spaesata. In molti si chiedevano: “E ora che farà Boldi, senza De Sica?”. La risposta l’ha data direttamente il comico lombardo con uno dei cinepanettoni peggio riusciti degli ultimi anni. La trama non è necessario raccontarvela, perché siamo sicuri che dicendovi che ‘il cipolla’ è affiancato da Vincenzo Salemme vi passerà facilmente la voglia di vedere questo film.

 

  1. Natale a New York (2006)

Perché concludere proprio qui? Un motivo vero non c’è, così come non ci sono veri motivi per rivedere questo film. La trama è più o meno la stessa degli ultimi 10 cinepanettoni: corna, amanti e sesso censurato. Il solito De Sica salva la faccia e fa fare qualche risata a denti stretti grazie a un paio di battute. Ma l’esperimento di limitare le volgarità, sostituendo quei momenti con l’estremizzazione della commedia degli equivoci (accompagnati da sottili omofobie e xenofobie), non riesce. Se il risultato è questo, ridateci la parolaccia.

 

A cura di Marco Teruzzi

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