25 aprile tra ricorrenze, arte ed impegno politico. Buon compleanno Lionello Venturi!

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Il 25 aprile rappresenta una delle date simbolo del nostro paese, costituisce una delle colonne portanti della nostra società, sancisce la liberazione dell’Italia e la vittoria delle forze partigiane contro le potenze avversarie. La storia però è un crogiolo di infiniti avvenimenti paralleli, che possono viaggiare in molto casi su binari ben distinti nel perpetuo trascorrere del tempo, oppure decidono di concatenarsi, scontrarsi e in alcuni casi trovano pieno compimento gli uni negli altri, dipende in parte con quale lente di ingrandimento si sceglie di osservarli.

In un’ottica artistica, o più precisamente storica dell’arte, si può affermare come in questa stessa data del 25 aprile 1945 così cruciale per la nostra storia, un personaggio di spicco come Lionello Venturi compisse 60 anni, il critico e storico dell’arte era nato infatti il 25 aprile del 1885. La concomitanza di questi due eventi è stata una scelta consapevole e dettata da una volontà di portare il punto di vista di un accademico legato all’ambito artistico, in riferimento al particolare periodo storico.

Lionello Venturi è stato un eminente studioso, si ricordano le numerose cariche ricoperte in veste di ispettore in diverse gallerie su suolo italiano come la Galleria Borghese di Roma, e in qualità di docente nelle Università di Padova, Torino e Roma, nella quale permangono i suoi archivi storici. A ciò si aggiungono le innumerevoli pubblicazioni che ancora oggi vengono adottate dalle Università come materiale di studio, e tra i suoi allievi si citano persone del calibro di Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi, Enrico Crispolti, Luigi Grassi etc…

25 aprile tra ricorrenze, arte ed impegno politico. Buon compleanno Lionello Venturi!

Venturi oltre a tutto ciò, è stato anche un uomo dal forte rigore etico, che ha alimentato alternando il suo interesse per la cultura con la militanza politica, in particolare nel ventennio fascista, costringendolo al successivo esilio volontario, come è avvenuto per altri 19 accademici, infatti la notizia degli avvenimenti accaduti in quel famoso 25 aprile 1945 lo colsero in terra estera. Il suo esilio lo condusse a Parigi dove continuò anche a distanza la sua ferma presa di posizione politica, fece infatti parte del nucleo antifascista di Giustizia e Libertà e, al suo arrivo a New York, nel 1939, aderì anche ad incarichi direttivi alla “Mazzini Society“.

Ciò dimostra quanto egli abbia saputo coniugare più interessi per farli confluire in una poliedrica convivenza, concretizzandoli in bisogni morali, come ha sostenuto egli stesso in un suo articolo “Rivoluzione e situazione rivoluzionaria” pubblicato ne “La nuova Europa” il 24 giugno ’45:
“…Durante ben dieci mesi prima della liberazione i partigiani hanno ricevuto il sostegno attivo di milioni di uomini e donne. Tutti costoro hanno giocato la loro stessa vita, e quella della famiglia, e hanno visto la loro casa bruciata, la loro roba dispersa. Perché hanno combattuto un nemico solo: lo stato, che era rappresentato dai repubblichini e dai tedeschi. Lotta del bene contro il male, cioè basata sopra un bisogno morale. I bisogni morali non terminano a un tratto“.

Il legame tra la figura dell’accademico Venturi e le relative scelte politiche, è stato ampiamente messo in evidenza da un documentario realizzato nel 2011 da Stefano Valeri, nel quale si sono raccolti filmati inediti e poco divulgati della persona oltre il personaggio, aggiungendo ulteriore materiale sulla storia dell’arte, e non solo, del nostro paese.

La ricorrenza della liberazione che si celebra quest’oggi ha certamente il suo peso sulle comuni coscienze, purtroppo però tale evento commemorativo viene sempre più spesso alterato e stravolto, perdendo il suo reale significato, per divenire un prodotto mediatico portatore più di un valore estetico che contenutistico. Questa sorta di cinismo non vuole in alcun modo snocciolare una sequela di frasi fatte sulla società o sulla mancanza di valori. Pur vero però è che più ci si allontana da quel lontano 1945, più inevitabilmente siamo portati a distaccarci da quello che realmente le persone vissute in quel periodo storico hanno potuto provare in base al loro vissuto, nonostante tutte le ricorrenze, gli insegnamenti scolastici e i bombardamenti mediatici.

Ecco perché portare l’esperienza di un uomo, un personaggio realmente esistito come Venturi può rendere in qualche modo i fatti più vicini a noi, del resto la storia è anche l’insieme delle gesta di tutti gli uomini, ed estrapolare dalla massa la voce isolata di un singolo, non può che umanizzare e concretizzare un legame tra passato e presente, qualcosa che non per superficialità ma per semplice distacco temporale si è affievolito.

25 aprile tra ricorrenze, arte ed impegno politico. Buon compleanno Lionello Venturi!

Il riportare la ricorrenza della nascita di Venturi non vuole in alcun modo scavalcare ciò che ha rappresentato il giorno della liberazione, che merita di essere celebrato e tramandato. Al contrario, vuole ricordare come sempre in questa rubrica giornalistica, la vita di un uomo, nel caso specifico la vita di uno studioso consacrato dai posteri, quale monito per tutti coloro incapaci di credere che in momenti difficili o in momenti di crisi si debba abbandonare la speranza per farsi trasportare passivamente dall’inesorabile scorrere degli eventi.

Si accennava all’inizio del testo a come le strade degli uomini e degli eventi possano in qualche modo incrociarsi creando nuove prospettive, e di come sia perciò fondamentale non osservare le associazioni solo per l’immediato collegamento temporale e d’immediata importanza, ma i fili che uniscono le diverse vicende siano tessuti in base alla lente con cui si osservano. Perciò il nostro intento è stato quello di mostrare come la cultura in generale e più precisamente la sensibilità artistica sia uno dei tanti esempi di come le personalità emerse per contrastare il ventennio fascista siano portatrici di una modalità anacronisticamente attuale per affrontare le avversità dell’oscuro oggi.

Di seguito alcune parole di Venturi rivolte agli artisti, lette in conclusione del documentario: “Fantasia, intuizione, creatività, libertà. E alla fine gli artisti, proprio loro, nella loro libertà hanno sempre ragione, a patto che nel loro lavoro, così importante e così difficile, non commettano mai il grave errore di non saper comprendere il significato della parola, abbastanza”.

L’oscuro oggi: parole pesanti per descrivere un periodo storico contemporaneo che per molti aspetti non è positivo certamente, ma che se osservato con la giusta lente, potrebbe portare alla nascita di nuove sensibilità anche artistiche, che unite alle precedenti, potrebbero modificare la percezione degli avvenimenti futuri.

A cura di Carolina Cammi

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