1 mese, 10 brani: dicembre 2017

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Oltre a tutti i regali, le cene, i pranzi e i chili in più, questo dicembre ci ha portato alcune uscite (più o meno) belle nel mondo della musica.
Così tra un pacchetto scartato e un regalo mancato, abbiamo trovato il tempo di stilare una lista di dieci tra le più interessanti, ben riuscite ( e mal riuscite) canzoni che hanno accompagnato questo bianco Natal!
Ora che l’albero è stato tolto e l’unico ricordo delle feste sono i pandori avanzati e lo studio arretrato, ecco a voi la nostra rubrica!

Chiaro di luna – Jovanotti (1 dicembre)

Jovanotti è tornato a raccontarci di un amore che tutte vorremmo vivere e lo fa con toni dolci e chiari. ‘Mi dicono finiscila con questa storia di essere romantico fino alla noia, certo hanno ragione è gente intelligente ma di aver ragione non mi frega niente, voglio avere torto mentre tu mi baci’ dice il cantautore e l’emozione cresce.
Sembrava impossibile arrivare alla bellezza dei suoi pezzi già scritti, eppure quello presentatoci non solo li eguaglia ma li supera! Dalle ragazzine alle madri, dai single ai fidanzati tutti sono rimasti senza parole davanti alla bellezza indiscutibile del testo. Jovanotti è un poeta dei giorni nostri, che racconta le nostre emozioni con frasi senza tempo.
Chiaro di luna è, forse, la canzone più bella che ha fatto dopo A te. Capolavoro senza paragoni.

Happy Christmas John – Thegiornalisti  (4 dicembre)

Pensavamo di aver toccato il fondo dopo “sotto il cielo di Berlino mangio mezzo panino” e invece no, Tommy Paradiso concepisce una nuova perla senza paragoni “e che ci posso fare se mi piace tirare la neve”.
Continuiamo a dirci che la ragione di questi svarioni siano dovuti al pop mainstream che lo ha contagiato nel 2017 e per cui fatichiamo sempre più a riconoscerlo.
Certo, come scusante, va concesso che il brano è stato pensato come colonna sonora di natale per Radio Deejay, ma noi innamorati della sua vecchia scuola, non riusciamo ad uscirne illesi. Proposito per il nuovo anno? Fargli riascoltare “Thegiornalisti Vol.1”, un capolavoro che il suo alter ego ha scritto qualche anno fa (e che dovremmo riascoltare tutti, per non dimenticare).

Meglio Così – Gazzelle (5 dicembre)
Con questo nuova canzone, Gazzelle continua la sua saga di singoli post album. È uscita in concomitanza con l’annuncio di un contratto con la Sony come autore.
Gli archi in apertura del pezzo ricordano l’amore per gli Oasis, che rimandano senza indugio ad un loro successo del dicembre del 1994: Whatever.
Il feeling con la band di Manchester viene confermato nel video della canzone dove si vede una versione femminile dei fratelli Gallagher che si muove in un ambiente simile a quello del film Trainspotting, che litiga e che poi fa pace, e quanto ci piacerebbe fosse così anche nella realtà. Il 2018 sarà sicuramente l’anno di Gazzelle, nel bene o nel male. L’arrivo di un secondo album sembra essere già nell’aria.
Cin cin Flavio, buona fortuna.

Equilibrio – Mecna Coco TheNightSkinny (7 dicembre)

Pezzi è un piccolo gioiello, musicalmente parlando, che vanta collaborazioni con i nomi migliori della scena rap/hiphop del nostro paese. Nella miriade di brani abbiamo scelto quello che più ci ha convinto e che meno abbiamo visto nella nostra home di Facebook.
Questo è stato un anno importante per Mecna , con l’uscita del nuovo album e un numero altissimo di collaborazioni. Questa, a parer nostro, spicca su tutte.
La base che già di per sé rimane impressa, è accompagnata magistralmente dalle parole dei due Corrado del rap italiano.
Non siamo uomini ma degli dei, o è l’impressione che diamo’ e mai dissero cosa più giusta, amen.

Orgasmo – Calcutta (15 dicembre)

Più atteso delle vacanze, più atteso della neve e più atteso del Natale stesso è il singolo di Calcutta che arriva nella notte tra il quattordici e il quindici di dicembre come un fulmine a ciel sereno.
Alessandro Cattelan ha appena incoronato Lorenzo Licitra principino del pop italiano, ma sui social gli occhi e le orecchie del mondo della musica sono tutti per Orgasmo che, preannunciato da manifesti enigmatici appesi sui muri di Milano e Roma, fa sapere all’Italia che il cantautore di Latina non è morto, ma è vivo e vegeto, e che è pronto a ritornare per prendersi tutto quello che è suo. Il singolo è brutalmente carnale, senza alcun pelo sulla lingua. Si parla di sesso, di mutande e di orgasmi. L’esperienza sessuale diventa però una scusante per parlare di un amore andato e finito che porta l’autore a vagare per nuove campagne e a perdersi tra pianure nebbiose.
Laviamoci la faccia sputando allo specchio, Calcutta è tornato.

Binario – I Botanici (15 dicembre)

Dopo il loro album d’esordio Solstizio, I Botanici tornano nella scena italiana con Binario e riconfermano il loro stile Emo-Punk molto vicino ai Moose Blood e Japandroids: le nuove stelle internazionali di questo genere. Binario, curato da Bebo de Lo Stato Sociale, convince molto, sia nella musica che nel testo.
Il video, girato nell’Underground bolognese, sottolinea una poesia ed un romanticismo Urban che rende luoghi come le pensiline, i mezzi pubblici e i sottopassaggi di periferia,il nuovo palcoscenico dove viene vivere un amore giovanile urlato, disperato, ma bellissimo.
I Botanici probabilmente non scaleranno le classifiche della musica italiana nel prossimo futuro, ma incarnano sicuramente validissima sfaccettatura della nuova musica del belpaese.

River – Eminem ft Ed Sheeran (15 dicembre)

Questo per Ed Sheeran è stato il bimestre dei duetti e, sebbene si sia già parlato in abbondanza di quelli con Beyonce e con Bocelli, è con il RAP GOD che si sale a livelli inimmaginabili.
Per chi non l’avesse ancora ascoltata, si prega di fare attenzione ad un testo studiatissimo, che tocca temi delicati. Inoltre, le due voci si uniscono perfettamente in un duetto riuscitissimo!
I’ve been a lover, been a cheat. All my sins need holy water, feel it washing over me.’ Quasi urla Sheeran, come per farsi perdonare.
L’album di Eminem ha suscitato pareri contrastanti, ma dopo questa per noi è SÌ SÌ SÌ!

Stavo pensando a te – Fabri Fibra ft Tiziano Ferro (18 dicembre)

Accanto ad un duetto con i controfiocchi ce n’è uno che non ha avuto riscontri altrettanto positivi! La canzone originale è bellissima e le premesse per il capolavoro c’erano tutte. Insomma, Fabri Fibra e Tiziano Ferro sono due di quelle che si chiamano garanzie musicali. Il risultato, però, sembra un po’ l’abbinamento di patatine e nutella, buonissime divise, immangiabili insieme.
E, oltretutto, la voce di Ferro appare irriconoscibile.
C’è qualcosa che non va, non sappiamo ancora cosa ma non ci convince proprio.

Socialismo Tropicale – Lo Stato Sociale (22 dicembre)

È dicembre, fa un freddo assurdo che se si esce un attimo senza cappotto si rischia di prendere una di quelle influenze che ce le si ricorda per sempre, ma Lo Stato Sociale decide di riscaldarci con il loro nuovo singolo, Socialismo Tropicale. Il ritmo ska che ricorda i tempi andati dei Modena City Ramblers, dei Matrioska e degli Uniposka ci catapultano al mare, sotto una palma o alla sagra estiva del paese. Proprio come le vecchie band ska del nostro paese il tema affrontato in questa canzone è di stampo sociale. Si parla di immigrazione e si attacca pubblicamente l’Europa, colpevole di essersi dimenticata dei migranti trattenuti in Libia che versano in condizioni disumane.
Sarà  simile a questo il pezzo che Lo Stato Sociale porterà sul palco dell’Ariston?

Bill Murray – I Giocattoli (26 dicembre)

I Giocattoli arrivano il giorno di Santo Stefano mentre noi tutti cerchiamo di combattere contro l’indigestione, contro l’insistenza della nonna e le carezze della zia. Bill Murray è la terza portata che il gruppo siciliano decide di servirci.
Un singolo a base d’amore, su un letto di citazionismo cinematografico semi acculturato e accompagnato da tanta tenerezza. Da conservare sotto le lenzuola, specialmente con il proprio partner. Tenere alla lontana da chi sta cercando di uscire di una storia d’amore appena finita.

A cura di Mariarita ColicchioGiorgio Siciliano

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