Pit Coccato è il nome d’arte di Pietro Coccato, novarese di vent’anni che ha da poco pubblicato per la Junkfish Records il suo primo EP Can’t Stand That Radio Playing anticipato dal brano “Flow of my acts” uscito la scorsa primavera.

Pit ci racconta che il suo progetto musicale è iniziato da un’esperienza di un anno in Irlanda dove ha iniziato a mettersi in discussione come solista, sviluppando e prendendo più consapevolezza di quelle che erano le sue competenze strumentali e facendo un lavoro anche sulla scrittura,  l’approccio cambia, sicuramente alzando il livello.

Una volta tornato in Italia decide di autoprodursi un album in casa, da solo, da cui vengono fuori sei tracce folk acustiche a prevalenza di voce dal timbro forte e pieno accompagnato da una melodia semplice e armoniosa.  I riverberi con la chitarra e altri piccoli dettagli fanno intuire la cura messa nel suo primo lavoro e stupisce pensare che non è il frutto di chi suona e canta da tempo.

Situazioni e sentimenti vengono raccontati dalle voce dolce e malinconica  che in un sali e scendi tra brani più soft alternati ad altri più ritmati fanno di questo EP un disco scorrevole e molto piacevole. Nelle canzoni c’è la volontà di comunicare un momento rimasto impresso nella mente nel modo più completo possibile attraverso immagini vivide e molta passione nell’interpretazione vocale.

C’è bravura ed estrema sensibilità in questo giovane ragazzo che per il momento lo stanno portando in un tour tra l’Italia e l’Inghilterra tenendolo impegnato fino a fine agosto, poi sarà la volta di un nuovo album. Pit sta facendo le cose serie e ha da poco pubblicato il video del singolo “Down”, video girato da Agnese Carbone giovane talento tra gli spazi delle fotografia e della musica.

Can’t Stand That Radio Playing è un breve EP che nella sua sua semplicità vale la pena di ascoltare, senza particolari pretese ma con grande sincerità.

 

Pit Coccato lo puoi trovare su Facebook, Instagram, Spotify e Youtube

 

A cura di Federica Calvo

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